donna che si tocca il piede per il dolore da fascite plantare

Fascite plantare: sintomi, cause e osteopatia

Dolore sotto il tallone quando fai i primi passi al mattino? Ti fa male la pianta del piede dopo essere stato seduto a lungo? Il dolore aumenta quando cammini o rimani in piedi per molto tempo?
Potrebbe trattarsi di fascite plantare, una delle cause più frequenti di dolore nella parte inferiore del tallone.
Oggi, in realtà, si parla più spesso di fasciopatia plantare, poichè il termine descrive meglio la natura del disturbo: non sempre siamo di fronte a una vera e propria infiammazione, ma a un problema legato alla capacità del tessuto di gestire e adattarsi ai carichi a cui viene sottoposto.
La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, è possibile intervenire attraverso un percorso conservativo che combina gestione del carico, esercizio e trattamento manuale!

Che cos’è la fascite plantare?

La fascia plantare è una robusta struttura che si trova nella parte inferiore del piede. 

anatomia della porzione plantare del piede

Collega il calcagno alle dita e contribuisce alla stabilità del piede durante l’appoggio e durante la fase di spinta quando camminiamo o corriamo.
Quando il carico applicato al piede supera per un certo periodo la capacità del tessuto di adattarsi, possono comparire dolore e alterazioni nella zona della fascia, soprattutto vicino alla sua inserzione sul calcagno.

Perché viene la fascite plantare?

Non esiste generalmente una sola causa. Come dicevamo, può svilupparsi quando il piede viene sottoposto a un carico superiore a quello che è abituato a gestire.
È una situazione che può verificarsi quando:

• inizi a correre dopo un lungo periodo di inattività;
• aumenti improvvisamente chilometri o frequenza degli allenamenti;
• trascorri molte ore in piedi;
• aumenti la quantità di camminate quotidiane;
• cambi improvvisamente il tipo o la quantità di attività sportiva;
• sottoponi il piede a un carico ripetuto senza concedere un adeguato tempo di adattamento.

Alcune caratteristiche individuali possono inoltre essere associate alla presenza di dolore plantare. Tra queste in particolare una maggiore massa corporea e alcuni aspetti relativi alla mobilità della caviglia e del piede.
Spesso la fascite plantare è il risultato dell’interazione tra caratteristiche individuali, attività svolta e quantità di carico.

Quali sono i sintomi della fascite plantare?

Il sintomo più caratteristico è il dolore sotto il tallone, spesso nella sua parte interna, in corrispondenza dell’inserzione della fascia plantare sul calcagno.
Un segnale particolarmente tipico è il dolore durante i primi passi dopo un periodo di riposo.
Potresti quindi avere dolore:

  • appena scendi dal letto al mattino;
  • quando inizi a camminare dopo essere stato seduto;
  • dopo aver trascorso molto tempo fermo;
  • durante una camminata prolungata;
  • dopo essere rimasto in piedi per molte ore.

uomo che si tocca il piede per il dolore da fascite plantare

Spesso il dolore tende a diminuire dopo i primi passi, ma può successivamente aumentare nuovamente con la prolungata attività. Anche la pressione sulla zona dell’inserzione della fascia può riprodurre il dolore.
È importante però non dare per scontato che ogni dolore al tallone sia una fascite plantare. Per questo una corretta valutazione è importante.

 

Cosa fare?

Il primo obiettivo è capire perché il piede sta facendo fatica a gestire il carico e quali attività stanno mantenendo o aumentando i sintomi.
Il percorso può quindi comprendere diverse strategie, tra cui la modifica temporanea dei carichi, esercizi specifici, la terapia manuale osteopatica fino ad arrivare al progressivo ritorno alle attività quotidiane e sportive. Le linee guida cliniche più recenti raccomandano infatti di utilizzare un approccio multimodale.

Trattamento osteopatico della fascite plantare

trattamento osteopatico del piede

Nel trattamento osteopatico non considero il dolore al tallone semplicemente come un problema “della fascia”. La valutazione parte dal piede, ma può prendere in considerazione anche caviglia, gamba e modalità di movimento dell’arto inferiore, in relazione ai sintomi e alle caratteristiche della persona.
Le ricerche hanno studiato diverse modalità di trattamento manuale, tra cui mobilizzazioni articolari e tecniche sui tessuti molli. Risultati favorevoli soprattutto quando le tecniche sui tessuti molli vengono associate a stretching, esercizio di rinforzo o altre terapie, con miglioramenti del dolore, della mobilità e della funzione del piede.
Il ruolo del trattamento osteopatico è quello di modulare il dolore, migliorare la mobilità e facilitare il movimento e l’esercizio.

Perché l’esercizio è importante?

Se il piede fa male perché il carico che riceve supera temporaneamente la sua capacità di gestione, è necessario ricostruire progressivamente la capacità del piede di sopportare il carico.
Per questo il trattamento manuale deve essere associato a un programma di esercizi personalizzato.

Quanto tempo ci vuole per guarire dalla fascite plantare?

Non esiste un tempo di guarigione uguale per tutti.
La durata dei sintomi può dipendere da diversi fattori, tra cui da quanto tempo è presente il problema, dalla quantità di carico quotidiano, dall’attività sportiva e dalla capacità del piede di tollerare progressivamente il carico. Per questo motivo è generalmente più utile stabilire obiettivi progressivi piuttosto che aspettarsi che il dolore scompaia immediatamente dopo una seduta. L’obiettivo è migliorare progressivamente la tolleranza alla camminata, alla stazione eretta, all’attività quotidiana e, quando necessario, allo sport.
Se il dolore al tallone persiste e sta limitando le tue attività, contattami per una valutazione!

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